Bureaucracy

Bureaucracy

The labyrinth of bureaucracy. The sense of dizziness, the disorientation in front of the unexpected amount of documents required not only to carry out any activity, but also to feel that they exist for the host country.  At the center, like a grotesque panopticon, a hypnotic pupil, a gaze that controls and sanctions acknowledgements and denials. A snake-like leash unravels from it, enveloping lives. And everywhere tiring stairs, corridors like gorges that swallow, doors in front of which one spends one’s life waiting. Disoriented figurine-men wander over it, with souls that have escaped in the shape of a sheet of paper, between the mockery of seeing their lives reduced to waste paper and the senselessness of procedures that have to be started all over again, heavy and endless like Sisyphus’ boulder.

Burocrazia

Il labirinto della burocrazia. Il senso di vertigine, lo spaesamento davanti alla inaspettata quantità di documenti richiesti non solo per compiere qualunque attività ma anche per sentire di esistere per il paese di accoglienza.  Al centro, come un grottesco panopticon, una pupilla ipnotica, uno sguardo che controlla e sancisce riconoscimenti e dinieghi. Da esso si dipana un guinzaglio-serpente che avviluppa le vite. E ovunque scale faticose, corridoi come gole che ingoiano, porte di fronte alle quali si passa la vita in attesa. Vi vagano sopra disorientati uomini-figurina, con anime fuoriuscite a forma di foglio, tra l’irrisione di vedere la propria vita ridotta a carta straccia e l’insensatezza di pratiche da ricominciare ogni volta da capo, pesanti e senza fine come il macigno di Sisifo.

Bureaucracy

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